Caterina

CATERINA

 

(Kate l’autrice della poesia, non era capace di parlare e fu vista per caso scrivere. Dopo la sua morte, il suo armadietto in ospedale, fu svuotato e fu trovata questa poesia,)…….

 

Che cosa vedete infermieri,cosa vedete? Pensate quando mi guardate a una vecchia signora bisbetica non molto saggia insicura nei suoi gesti quotidiani con gli occhi persi che sciupa il cibo e non dà mai una risposta, quando con voce grossa dite “voglio che proviate”,che sembra non apprezzare le cose che voi fate e sta sempre per perdere una calza o una scarpa, che sottomessa o no lascia che voi facciate come volete per il bagno o il mangiare tanto da riempire la lunga giornata, è questo che state pensando à questo che vedete? E allora apri gli occhi Infermiere, ma non stai guardando me.

 

Ti dirò io chi sono mentre sono seduta qui così ferma mentre rispondo ai tuoi ordini mentre mangio quando vuoi tu. Io sono una bambina di 10 anni con un padre e una madre, fratelli e sorelle che si amano gli uni con gli altri, una ragazza di 16 anni con le ali ai piedi, che sogna che presto incontrerà il suo uomo; una sposa presto, a 20 anni, il mio cuore ha un sobbalzo ricordando i voti che avevo promesso di prendere, a 25 anni ora ho un figlio che ha bisogno di me per costruire una tranquilla casa felice. Una giovane donna di 30 anni adesso, mio figlio è cresciuto velocemente uniti gli uni agli altri da legami che dovrebbero durare, a 4 dei miei figli ora cresciuti, se ne andranno presto ma il mio uomo mi sta accanto a vedere che non pianga. A 50 anni ancora una volta i bambini giocano sulle mie ginocchia, di nuovo abbiamo a che fare con i bimbi il mio amor ed io. Giorni bui mi stanno aspettando, mio marito è morto, io guardo al futuro ma rabbrividisco con terrore perché i miei figli sono tutti impegnati a crescere i figli loro, io penso agli anni e all’amore che ho conosciuto.

Io sono una vecchia donna adesso, e la natura è crudele, è il suo scherzo quello di far sembrare la vecchiaia follia. Il corpo si sbriciola, la grazia e il vigore se ne vanno c’è una pietra adesso, dove una volta c’era il cuore; ma dentro questa vecchia carcassa continua ad abitare una ragazzina, e ora ancora il mio cuore ammaccato si gonfia, ricordo di gioia ricordo di dolori, sto amando e vivendo la vita sopra tutto, penso che gli anni, in tutto troppo pochi, sono passati troppo in fretta, e accetto il duro fatto che niente può durare. Allora aprite gli occhi infermieri, aprite e guardate, non una vecchia signora bisbetica guardate più da vicino, cercate di vedere ME.

 

Caterinaultima modifica: 2009-01-12T23:46:48+00:00da gjojosa
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