Le ferite dell’indifferenza

C’è chi dice che le ferite si aprono di notte. Si aprono anche di giorno, quando ti fermi ad osservare per capire. Ma  l’indifferenza  fa capire molto poco sai? Se è vero che le parole feriscono, molto spesso a ferire è pure il silenzio. Siamo viaggiatori  solitari, con bagaglio più o meno pesante. Ecco cosa siamo. Viaggiatori persi nel mare dell’indifferenza umana.

Chi segue dritto per la sua strada senza voltarsi, chi annaspa come può, cercando di salvarsi,  chi guarda sgomento, chi muore ogni giorno di più, chi ride, chi scherza, chi ferisce, chi gioca, chi tradisce, chi nasce, chi muore. Distanti. Sempre più distanti. Senza  mai rompere il silenzio dell’indifferenza.

 

 Senza mai fermarsi a domandare, a regalare un sorriso. Osserviamo e proseguiamo il nostro cammino. Bolle di sapone …   non ci accorgiamo di nulla. Non ci accorgiamo di chi non ha aria, di chi stà per affogare perso in un mare di gente,tra mille sguardi distratti. Non ci accorgiamo di chi in strada tende una mano, del viso troppo triste di un bambino. Non vediamo le lacrime della donna seduta accanto a noi in autobus. Eppure ci sfioriamo,ci guardiamo a tratti con fastidio. Siamo anime stanche. Di noi e degli altri. Ognuna con il proprio fardello. Siamo anime sole.  

 Il desiderio è metà della vita; l’indifferenza è metà della morte. K. Gibran

Le ferite dell’indifferenzaultima modifica: 2009-01-12T23:32:00+00:00da gjojosa
Reposta per primo quest’articolo

2 pensieri su “Le ferite dell’indifferenza

  1. Sono passata per caso per questo blog, seguendo la scia di un bellissimo testo che parla di una persona speciale. volevo farti i miei complimenti (sebbene in realtà siano più anonimi che altro) per il tuo blog, certo, ma soprattutto per i contenuti.. è sempre illuminante vedere gente che mette per iscritto quello che la mia fantasia (ultimamente alquanto flaccida direi) non riesce ad esprimere. in particolare mi ritrovo in questo testo. quando conosco persone che mi concedono un sorriso, una chiacchiera disinteressata e perfino il modo di rintracciarli, mi sento felice. vuol dire che nel mondo non c’è tanto menefreghismo e sterilità. la stessa sterilità che ti dimostra tutto il resto dell’umanità col suo camminare come tanti ometti grigi senza possibilità di avere contatti umani.. forse se ci si aprisse un po’ di più non ci sarebbe più bisogno di psicologi e dottori, la gente sarebbe più felice, forse proprio perchè meno sola.. spero di passare presto e vedere qualcosa di nuovo. saluti!

  2. Parole semplici e meravigliose,che entrano nel cuore e lo scuotono
    come foglie appese agli alberi,parole sacrosante,che condivido in pieno.Amo questo genere di riflessione poichè nell’oggi che viviamo siamo così presi dall’ essere indipendenti che s’incontrano persone con l’auricolare,al posto d’avere le orecchie libere, per ascoltare il cinguettio degli uccelli o una parola di buon auspicio a chi incontri,liberi di respirare un’aria nuova,di cogliere l’essenza della vita che ci passa accanto,di gustare le emozioni che si presentano,di saperle vivere.Non sono abituato a scrivere in modo corretto..perdonate quindi l’errore,l’importante è capire quanto sia importante il verbale per accomunare più persone,quanto le parole siano simili a piccoli ponti per collegare le più disparate isole.
    Ciao a tutti e grazie

Lascia un commento